Testata di lingua italo-tedesca

Domanda: Ciao, Fabio. Dopo il tuo ultimo convegno in Lingua Tedesca, hai voglia di rispondere a qualche domanda sulle novità illustrate, in Lingua Italiana?
Risposta: Certamente. E’ molto semplice. Traduco e riesco a pronunciare le iscrizioni in Lingua Etrusca, in modo estremamente chiaro, ossia con rese oggettive e non legate ad interpretazioni soggettivistiche. So che può sembrare presunzione od altro, ma tutto ciò è la logica e naturale conseguenza di studi che porto avanti da anni ed anni. Vedi, mi rendo conto di scatenare il solito mare di attacchi, strepiti e, nella migliore delle ipotesi, silenzi, ma il dato è questo, sic et simpliciter, e va detto con estrema naturalezza, dato che l’essere la prima persona in grado di tradurre tranquillamente tali iscrizioni Etrusche (ed i risultati sono parecchio differenti da quelle circolanti da anni…) rappresenta solo una questione cronologica: prima o poi qualcuno doveva pur riuscirci, non ti pare?
Domanda: detto così sembra normalissimo, sebbene la notizia sia sconvolgente, per i risvolti storici che può avere.
Risposta: Eh sì, come ben puoi immaginare. Soprattutto in termini di genesi linguistiche e di riferimenti storici finalmente molto precisi, si apre una nuova autostrada per lo studio della Storia, soprattutto del Mediterraneo, e per lo studio di Lingue e Alfabeti, considerato che quelli Sardi sono i più antichi e consentono di comprendere sia la realtà Etrusca che ovviamente quella Greco-Classica, anch’essa ben più complessa di quanto fino ad oggi si fosse ritenuto. Il Latino è ovviamente parecchio successivo, e quindi troppo “moderno”, passami il termine, relativamente a tali analisi. Ti confesso che, sforzo mentale a parte, mi sto appassionando e divertendo molto, passami il riferimento, a comprendere usi e costumi, dinamiche socio-territoriali, e quant’altro. Penso che l’Etrusco, sia una vera e propria chiave di volta per lo studio delle Lingue Antiche, per la loro genesi, e per la Storia del Mediterraneo. Non ti dico il “mare” di informazioni che da tutto ciò si ricava nell’ambito della Cronologia Fonetica, branca di studio inesistente a livello accademico, che reputo fondamentale e che, ovviamente, ho dovuto creare ed approfondire da solo.
Domanda: Come intendi divulgare tutto ciò, se intendi divulgarlo?
Risposta: bella domanda. Non intendo divulgarlo affatto, esattamente come non ho divulgato altri dati concernenti l’Antico Alfabeto Sardo e la Antica Civiltà Sarda. Vedi, taluna ufficialità, che non ha alcuna prova, alcuna, in merito a tanti assiomi storici totalmente indimostrati, vive ormai solo grazie alle critiche mosse contro persone come il sottoscritto. C’è qualche eccezione, ma fino ad oggi è purtroppo poca cosa. Il grosso della ufficialità non fa altro che difendere le proprie posizioni; nessun particolare disegno, nessun particolare complotto, ma solo la volontà di negare per non dover ammettere la propria incapacità o non-volontà nell’analizzare taluni dati storici. La vicenda dell’Antico Alfabeto Sardo è emblematica: tutti sanno che esiste, ma si “deve” far finta di niente. Se qualche linguista “ufficiale” avesse divulgato ciò che già ho divulgato io, con prove certe (basti pensare alla vicenda del vino Sardo o dei rapporti via mare tra Scozia e Sardegna) ci sarebbe stato un tam tam di vasta portata. Ovviamente, laddove si tratti di ricerca indipendente, ciò non deve accadere, per i motivi che conosci, senza contare una certa e ben oliata “macchina di delegittimazione” sempre funzionante. Nihil novi sub solem. Risultato? Sono mesi che ho invitato la ufficialità a dimostrare, con prove scritte come posso fare io, scritte e addirittura confermate da testi classici (il che è molto grave, in quanto fornisce una prova della prova, anch’essa ignorata), la funzione originaria dei Nuraghi Sardi. Non ci riescono, ovviamente, e non ci riusciranno mai senza riscontri scritti. Per cui inutile divulgare finchè non ci sarà un cambio di rotta totale. Divulgare per essere prima ignorato e poi copiato dopo qualche anno, non è gioco che mi piaccia. Figurati cosa accadrebbe per la Lingua Etrusca e tutto ciò che ne segue. Hai visto cosa è accaduto in merito alla divulgazione (con riscontri scritti) sia della datazione relativa alle Statue in pietra di Monte Prama sia di cosa raffigurassero e raffigurano ancora oggi: silenzi assoluti od obiezioni ridicole, del tipo: 6.000 anni fa non si conosceva il decoro di tipo geometrico, o qualcosa del genere. Falso, totalmente, e chiunque può verificarlo grazie ad Internet. Mi interessa che Lettrici e Lettori sappiano che è possibile risalire a fonti storiche reali: ci sono e sono chiarissime. Tutto qui. A me basta, dato che continuo a studiare, e ti posso assicurare che tradurre centinaia e centinaia di iscrizioni, non più solo dall’Antico Alfabeto Sardo ma anche dall’Etrusco, è lavoro affascinante e di grande soddisfazione.
Domanda: Dovremo attendere a lungo per sapere?
Risposta: Penso proprio di sì, data l’aria che tira. Ma sai, penso che prima o poi la perdita di credibilità che sta avvolgendo sempre più la ufficialità storico-archeologica, possa portare a fare riflessioni più serene. Non è un problema mio. Non faccio polemiche; servono solo a tenere in vita, a livello mediatico, chi non ha prove storiche da esibire. Un giochino che ha stancato tutti. O si lavora seriamente, o va bene così. D’altronde, e te lo dico senza alcuna presunzione, le notizie devo darle io, dato che “le chiavi del tutto” le ho solo io. Vedi, per questo motivo ho lanciato la “sfida” in merito alla funzione dei Nuraghi; il silenzio che da mesi è seguito a tutto ciò, è prova evidente della incapacità di fornire prove, Ed ogni giorno che passa, (ormai sono mesi e mesi) costituirà un vulnus sempre più evidente in tal senso, dato che tutto ciò prova che non esiste una volontà di ricerca, nel senso più puro del termine. E non è certo colpa mia. Ogni giorno di silenzio in più rafforza tale concetto. Sono andato personalmente a verificare, presso alcuni Nuraghi, la veridicità di quanto avevo tradotto: ti assicuro che verificare dal vivo, in manufatti tanto antichi, ciò che avevo potuto leggere e tradurre, è stata emozione enorme. Figurati che gli Antichi Sardi hanno addirittura lasciato iscrizioni che non solo chiariscono le funzioni originarie dei manufatti, ma addirittura ne chiariscono alcuni aspetti essenziali.
Domanda: Ci avviserai delle novità? Pubblicherai qualche testo, soprattutto su Nuraghi e Lingua Etrusca? Grazie per la tua pazienza.
Risposta: Certamente, ormai il “canale” Italo-Tedesco è aperto, come vedi. Ma non dipende da me. Io studio e ricerco, le manfrine comunicative non mi interessano più. No, al momento non ho intenzione di pubblicare alcun testo. Devono prima cambiare le regole del gioco. Pubblicare qualcosa, per essere poi ignorato, o sbeffeggiato, e poi copiato, come sempre accade, è esercizio sterile. Ripeto: mi interessa che chi ormai ha dubbi storici più che leciti, ossia Lettrici e Lettori, stia tranquillo. Fa bene ad avere tali dubbi, benissimo. Prima o poi saprà. Ciao.

@Assocazione B.E.I.T.H. 2017