TARTSIS o TARZIS: Iscrizione su pietra, precedente al 4.000 avanti Cristo

Di Fabio Garuti

Per aiutare Lettrici e Lettori a comprendere cosa sia realmente, ossia iscrizioni alla mano, l’Antico Alfabeto Sardo, (vedi immagine allegata) ed al fine di permettere loro di iniziare ad analizzare iscrizioni e quant’altro, forniamo qui sia un prospetto di questo Antico Alfabeto, con la relativa resa nell’alfabeto che tutti conosciamo, e la trascrizione di una iscrizione su pietra molto interessante e ben traducibile. Identificare i caratteri è già molto importante, così come provare a tradurli in caratteri a noi più facilmente comprensibili. Per le rese fonetiche e lessicali il discorso si fa molto più complesso, esattamente come per le trasformazioni alfabetiche succedutesi nel corso dei millenni e che necessitano di ulteriori studi ed analisi.

In questa sede, ci preme dimostrare come queste incisioni molto antiche non siano affatto graffi, segni di aratri, spaccature naturali delle pietre ed altre amenità inventate per negare la valenza di tutto ciò, peraltro confermata da migliaia di incisioni di questo tipo. La Natura non incide la pietra in forma alfabetica, non ha bisogno di scrivere: lo fanno solo gli Esseri Umani.

Noterete anche le caratteristiche necessarie e sufficienti per distinguere tali iscrizioni: linee dritte, non curvilinee, parallelismo tra segni, medesima lunghezza, medesima profondità di incisione. Tutte peculiarità che rendono palese l’intervento umano.

Per fare un primo test, probante in tal senso, Vi sottopongo una iscrizione (vedi immagine allegata) la cui resa lessicale corrisponde ad un toponimo, ossia ad una località molto famosa, e sulla cui ubicazione si discute da parecchio. Prodigi della alfabetica. Tutta la iscrizione completa, è stata scoperta in Sardegna nella parte nord-orientale dell’Isola; in questo particolare che vi sottoponiamo viene citata Tartsis, o Tarzis, fornendo una prova scritta della esistenza di una località da sempre considerata semi-mitica, ma identificata dalla maggior parte degli addetti ai lavori nella Penisola Iberica. Così non è, dato che, scritta a parte, ci sono varie altre considerazioni da fare, e sulle quali per il momento soprassediamo per non dilungarci troppo.

Per adesso ci basti notare la valenza delle incisioni. Per essere tale un alfabeto deve poter essere intellegibile e traducibile, non solo da un punto di vista grafico, ma anche fonetico e lessicale. Qui si cita una località che viene da sempre identificata nella Penisola Iberica, dicevamo, ma evidentemente così non è. Gli Antichi Sardi la citano ben oltre 6.000 anni fa, ed indicano un luogo molto preciso, che corrisponde a quello in cui le iscrizioni, inclusa questa, sono state reperite. Questo è solo un primo esempio, concreto, di come le risultanze scritte non lascino dubbi. Le traduzioni di queste incisioni consentono di comprendere finalmente tante “questioni storiche” irrisolte, tra cui ad esempio, come ben potete immaginare, anche la funzione originaria per cui sono stati edificati, sempre in Sardegna, i Nuraghi. Ma, dato che tale incisioni sono state reperite anche al di fuori dell’Isola, è finalmente possibile avere una panoramica storica ancora più vasta.

Si cita dunque Tharsis, o Thartsis, ossia un luogo descritto nella Classicità come facente parte delle ultime vestigia di Atlantide. Il fatto che la iscrizione sia stata reperita proprio in Sardegna, unitamente ad altre peculiarità descritte in altre incisioni, dimostra che il riferimento Classico era alla magnifica Isola e non certo alla Penisola Iberica o ad altri luoghi. Si è da sempre cercata una città, si è creduto di poterla trovare in Spagna, eccetera, ivi compresa la irrisolta questione relativa alla identificazione delle famose Colonne d’Ercole, e quant’altro. Ebbene, il sito è in Sardegna, esiste ancora (altrochè), solo che lo si è sempre cercato partendo da presupposti completamente errati e non supportati da prove scritte: infatti non lo si è mai trovato. Potenza della Scrittura, che permette di comprendere molte cose, incluso il poter cercare cose giuste al posto giusto

Ne riparleremo ovviamente, dato che avevo promesso ai Lettori del Blog e della pagina BEITH di occuparmi della questione-Atlantide. Ebbene, ci stiamo arrivando, come potete vedere. Le prove ci sono, esattamente come per altre questioni storiche irrisolte, vedi Nuraghi, Giganti di Monte Prama e quant’altro. Bisogna tradurre e comprendere, inserendo i datti ottenuti in una cornice ed in un contesto storici finalmente più consoni alla realtà storica medesima. Non posso quindi augurarvi altro che “Buona traduzione”. Alla prossima.

Vostro Fabio Garuti.

Tratto da “L’INVENZIONE DELL’ALFABETO NELLA ANTICA CIVILTA’ SARDA”, di Fabio Garuti, per Associazione B.E.I.T.H. – 2017

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INTERVISTA A FABIO GARUTI – II° PARTE

Testata di lingua italo-tedesca

 

INTERVISTA A FABIO GARUTI

Testata di lingua italo – tedesca

Care Lettrici e cari Lettori, Vi propongo, sulla scia di quanto Vi ho comunicato un mese fa circa, un testo che chiarisce meglio alcune questioni. Una sorta di riassunto sullo status della Ricerca Storico-Alfabetica negli ultimi anni.
Un caro saluto,
Fabio Garuti.

Domanda: Fabio, cosa è accaduto ultimamente? Come mai questo tuo silenzio sulle pagine dei Social in Lingua Italiana dalla metà di Agosto? Talune dinamiche non sono chiare, puoi spiegarcele?

Risposta: Certamente. Innanzitutto mi sono allontanato dalle pagine pubbliche e non certo dalla ricerca, anche condivisa, con Persone che da sempre mi aiutano, soprattutto nel campo della Ricerca Alfabetica. Il motivo è semplice: si era giunti ad un punto di offese, calunnie, tentativi di delegittimazione, che hanno superato la cosiddetta soglia di guardia. Da parte di personaggi meschini e professionalmente incapaci, si dirà, ma non solo: quando si invita la Gente ad allontanare un Ricercatore da un Territorio, quando lo si paragona ad un personaggio che mira a mettere le Persone in contrasto tra loro, e così via (tralascio su altro, che va trattato in altre sedi), la inciviltà tocca quasi il fondo, ed è opportuno fermarsi. Parlo ovviamente di ciò che è accaduto soprattutto ultimamente, laddove pochi personaggi, ben noti, non ci stanno ad ammettere la propria incapacità cronica nell’affrontare determinate questioni storiche, vuoi per mancanza di basi culturali, vuoi per miopia preconcetta, vuoi per interessi personali o di altri da cui ricavano qualche beneficio; che poi sono proprio costoro ad inneggiare alla “realtà-verità storica”, a patto che non si dia troppo fastidio. Le reazioni ci sono state, ovviamente, da parte di tante Persone per bene, ma non basta. Qui è opportuno ristabilire un grado minimo di civiltà, di democrazia comunicativa, di dialogo, dato che il clima di minaccia e di odio alla fine giova solo a chi non abbia le capacità o la volontà di affrontare talune questioni storiche. Continua a leggere “INTERVISTA A FABIO GARUTI”

Toponimi e cognomi britannici in relazione con l’ibero, traducibili attraverso il basco.

Di Bernat Mira Tormo

É curioso constatare com la Scozia dove piú chiaramente si nota una parentela con la toponimia ibérica, sia una regione che non fu mai occupata né dominata da Roma.

Io stesso avevo dato incarico al mio amico Jim Prentice, di mettersi in contatto con l’Universitá di Glasgow, per chiedere informazioni sull’influenza che i romani avessero potuto tenere tanto sui toponimi, quanto sui cognomi.
Dal dipartimento di archeologia di tale Universitá, gli rispose il DR. Dr. W. S. Hanson, il 25 Aprile 1990, che non c’era nessuna prova di nomi romani, né nei toponimi, né nei cognomi che fossero arrivati fino ai nostri giorni. L’influsso latino in quella zona é completamente nullo. Questo rafforza la mia convinzione del fatto che la toponimia della Penisola Iberica non asarebbe cambiata sostanzialmente anche se i romani non fossero mai stati in Spagna. Ed é logico che sia cosí, dato che questi antichi atlanto-mediterranei, erano non solo antenati linguisticamente degli antichi iberi e britannici, ma anche in buona parte lo erano anche degli antichi greci attraverso l’ionico antico e dei romani, per il visibile influsso dell’etrusco e probabilmente anche del ligure, nella formazione del latino.

Come giá dissero nel XVIII sec. Manuel de Larramendi, (1690 Andoain-1766 Loiola), en el XIX sec. Lorenzo Hervás Panduro, padre della lingüística comparata e Wilhem von Humboldt, padre del basco iberismo, che giá in quei tempi vedevano il basco e l’ibero nella toponimia italiana, in Sicilia, Corsica e Sardegna, insieme al latino.

I nomi della toponimia scozzese, in cui vedo piú riminiscenze basche sono:

Aldie Castle  Arduaine  Balmoral  Errogie  Morangie

 Aberdeen

 Arinagour  Barra  Flodigarry  Morar

 Aberdeldie

 Arisaig  Barrhil  Harris  Mote of Urr

 Achoracle

 Arkaig  Bellochantuy  Inveraray  Orchy

 Aird

 Armadale  Bolivanick  Invergarry  Oronsay

 Altnaharra

 Arran  Carrick Castle  Invernes  Port Askaig
 Annan

 Arrochair

 Collonsay  Iona

 Sgur-Mor

 Ardgay  Arrusdale  Corrie  Islay

 Tornes

 Ardlui  Ascog  Cove  Loch

 Turnberry

 Ardlusa  Ayr  Duart Castle  Menzies  Urquhart

Affianco al mio paese c’é un paese chiamato Carricola, che traduciamo con “alto del camino”, che sembra riferirsi alle rovine di un antico castello che sta sopra il paese.

Continuiamo con cognomi britannici chiaramente relazionati con il basco come:

 Allender  Aladane  Abergaverry  Aitken  Aiken
 Arkle  Anders  Ames  Alloa  Burrell
 Atherton  Archer  Andi  Ara  Cale
 Bordes  Berri  Cobain  Ardle  Gay
 Gandy  Chappel  Coy  Cord  Gorrian
 Garbutt  Coe  Gare  Etchells  Harrow
 Harrigan  Coia  Gary  Garston  Indoe
 Hurd  Gore  Gorland  Harker  Izzard
 Izzat  Manus  Guiness  Irchester  Lang
 Kale  May  Harrap  Joy  Ormrod
 Orr  Oban  Maguire  Maitland  Orrol
 Oston  Olleren  Morton  More  Sagar
 Scurrah  Orton  Oran  Moss  Scurr
 Tarbert  Storey  Ormiston  Ordish  Tarbet
 Urie  Storr  Scorer  Ormstone  Tyrie
Erro  Tyrrell  Ure  Ottey

Se ad alcuni di questi nomi cambiassimo la –E finale con una –A, otterremmo parole basche o della toponimia iberica come :

ure = ura, gore = gora, cove = cova, indoe = indoa, igoe = igoa coe = coa, more = mora, are = are, gare = gara

Ci sono anche nomi propri di spagnoli e britannici come:

Moran Millan Noble Martin Mayor
Gilbert Gil Jordan Machin Lomas

E ci sono anche cognomi britannici che sono toponimi valenciani, come: Cox, Ebo, Chiva, Cheste

Ci sono numerosi cognomi britannici che sono uguali a cognomi o nomi valenciani come:

 Amats  Air  Barri  Coll  Bell
 Barret  Bank  Carter  Conquer  Bennet-Benet
 Campbell  Barber  Falconer  Govern  Forker
 Chappel  Draper  Marchant  Palmer  Major
 Park  Fraser  Platt-Plat  Potts-Pot  May
 Port  Garrod-Garrot  Rich  Prest  Mercer
 Porter  Judges  Sargent  Rhodes-Rodes  Morell
 Stancer  Oliver  Temple  Sellers  Prats
Ross-Ros  Rober    

Che gli antichi iberi e gli antichi britanni abbiano una forte relazione linguistica lo scrissi anche in “SON O NO SON, LOS VASCOS IBEROS?” piú di 25 anni fa.

Openheimer professore genetista di Cambridge si rese conto anche lui della relazione in primo luogo genética e poi lingüística tra gli antichi britannici e iberici.

Ora é giunto alla stessa conclusione anche il profesor  Theo Vennemann dell’Universitá di Munich. Per aver detto la stessa cosa che loro dicono ora, ebbi serie discussioni con “le voci autorizzate”, nell’anno 1990. 27 anni fa.

L’iscrizione I-Y-I in Europa

Di Valeria Putzu

Dopo la pubblicazione dell’immagine dell’iscrizione I-Y-I di Lorella Tola, che ringrazio per lo spunto:

Foto 1
Sa Perda Lasinosa, Bonacardo, fotografia di Lorella Tola

ho investigato questo tipo di iscrizioni, che presentano una notevole diffusione spaziale e temporale, soprattutto nella zona dell’attuale Bulgaria. Continua a leggere “L’iscrizione I-Y-I in Europa”

SUMERI: LINGUA ED ALFABETO DERIVATI DALLA ANTICA CIVILTA’ SARDA E DAL PROPRIO ALFABETO. LE ULTERIORI PROVE.

Di Fabio Garuti

Nella conferenza del 19 giugno u.s., tenuta a Cagliari ed organizzata, ottimamente, dalla Associazione Riprendiamoci la Sardegna, ho evidenziato l’origine del termine Sumero Ziggurat. Intendo qui riproporre il tema, a beneficio di Lettrici e Lettori, premettendo che ci addentriamo così in una tematica apparentemente ostica, ma necessaria al fine di comprendere taluni passaggi fonetici. Come ho spesso sottolineato, la “Cronologia Fonetica” è una branca di studio inesistente a livello accademico, e la cosa va a mio avviso risolta; probabilmente la difficoltà del tutto consiste nel fatto che, per comprendere i passaggi fonetici, non bastano le “trascrizioni fonetiche internazionali”, ma è necessario conoscerle per davvero le lingue, al fine di cogliere i suoni che hanno dato origine, come vedremo, a mutazioni altrimenti inspiegabili. Continua a leggere “SUMERI: LINGUA ED ALFABETO DERIVATI DALLA ANTICA CIVILTA’ SARDA E DAL PROPRIO ALFABETO. LE ULTERIORI PROVE.”

CI VOGLIONO LE PROVE. CERTAMENTE, MA BISOGNA ALMENO GUARDARLE….

Di Fabio Garuti

Lunedì 19 giugno, alle ore 20.00 a Cagliari sarò ben lieto di parlare di Antico Alfabeto Sardo e di Antica Civiltà Sarda presso la Associazione “Riprendiamoci la Sardegna”, e colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente di tutto ciò il Dott. Rossano Farci. Sarà l’occasione per fare il punto degli studi che, su questa materia, mi vedono impegnato da anni ed anni, con il prezioso aiuto di tante Persone appassionate e desiderose solo di poter contribuire, inviando immagini, facendo commenti e considerazioni, all’accertamento della verità storica sulla Sardegna.
Ciò che in effetti lascia per lo meno interdetti è il fatto che, a proposito di prove tangibili in relazione alla validità di tali ricerche, ci sia stato in tal senso un riscontro a dir poco clamoroso, che però, stranamente, ha coinvolto solo le Persone realmente appassionate a tale materia, proprio come Rossano Farci il quale, con onestà intellettuale invidiabile, ama affermare che “chi ha qualcosa da dire lo dica e lo spieghi”. Condivido in pieno: mai “verità rivelate”, ma solo percorsi da analizzare insieme, facendo distinguo, critiche ed analisi, sempre nel merito e, ove occorra, anche con un confronto sulle idee, bello serrato. Ben venga tutto ciò, sarà un accrescimento per tutte e per tutti noi. Prove dicevo: ebbene, già anni fa, in base a riscontri scritti ed analisi grafiche, fonetiche, etimologiche e sintattiche, e confrontando parecchie Lingue antiche e moderne, giunsi alla conclusione che gli Antichi Sardi avevano letteralmente inventato sia il Vino che l’Olio di Oliva. Nulla di clamoroso: solo la risultanza dei confronti suesposti e delle iscrizioni per fortuna diffusissime in Sardegna, benchè, stranamente, qualcuno non riesce a vederle o scorgerle. Sarà un problema ottico, non so. Ebbene, alcuni mesi fa una notizia ufficiale, quindi non mia, di fonte certa, in merito al fatto che effettivamente il Vino Sardo è il più antico del Mediterraneo. Nulla di nuovo per me, come spiegherò alla conferenza, ma certamente una conferma, o meglio una prova, della validità di determinati studi. Ci credereste? La cosa, come spesso accade, è passata totalmente sotto silenzio, come nulla fosse, escluso l’interesse di Lettrici e di Lettori. Strano, non Vi pare? Ma allora che prove si chiedono? Ma si vogliono per davvero? O non appena spuntano all’orizzonte si fa finta di nulla? Personalmente la cosa mi interessa poco, dato che studio innanzitutto per soddisfazione personale mia e di chi segua le mie ricerche, e, francamente, grazie alla mole di traduzioni che posseggo, posso finalmente affermare di aver compreso davvero parecchio della Storia Sarda. Solo che, visto l’atteggiamento di parecchi “studiosi” (che mi lascia del tutto indifferente, ripeto), meglio divulgare le cose con calma, senza fretta, con chi vi sia realmente interessato. A tale proposito una anticipazione: lunedì spiegherò il significato della parola Zigurrat, la relativa origine ed il relativo significato. Nulla di misterioso o di poco comprensibile. Gli Antichi Sardi erano molto chiari, esattamente come l’Alfabeto che hanno inventato. E meritano rispetto per la propria Antica Civiltà, enorme rispetto.
Ciao, a presto.
Fabio.