I FEACI E L’ANTICO ALFABETO SARDO

Di Fabio Garuti

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Continuiamo dunque ad analizzare gli incroci, o meglio gli incastri, tra l’Antico Alfabeto Sardo, la grafica e la fonetica, confrontando Lingua Sarda e Lingue Gaeliche. Il simbolo raffigurato (vedi immagine allegata) da tre piccole linee che incrociano una ulteriore linea base di riferimento, rappresenta la nostra F. Ora, detta consonante non esisteva come tale, bensì era la risultanza del processo di lenizione (di cui abbiamo già parlato) dato dall’incontro tra P ed H, ossia PH, che, per l’appunto, origina anche foneticamente la F, (ovviamente ben successiva come consonante), dell’alfabeto Latino di epoca imperiale.

  1. La pianta di riferimento per tale simbolo era il PHEARN (latinizzato FEARN), ossia l’albero detto ontano. Simbolo ancora oggi ben reperibile sia su pietra che su bronzo, ci permette di comprendere qualcosa di più sui Feaci, popolazione citata nell’Odissea in primis, caratterizzata da benessere, arte e prosperità, mai ben identificata con precisione, ed il cui Re Alcinoo, nella narrazione Omerica, accoglie il ramingo Ulisse. Ebbene, si tenga presente quanto segue:
    PHAE è una dea femminile nella mitologia Gaelica; varie le relative prerogative tra cui anche una indomita capacità guerriera.
  2. In origine i Feaci vengono identificati, nella Latinità classica, come PHAEACES: solo successivamente, con la caduta della prima A, (foneticamente ininfluente in quanto parte del dittongo AE per l’appunto), vengono citati come PH(A)EACES, ossia PHEACES per l’appunto, fino a divenire FEACI. Il collegamento con la originaria dea PHAE è evidente.
  3. Nella Mitologia Gaelica la dea Phae ha anche altri appellativi, tra cui quello, per noi molto interessante, di MORRIGU, sempre in Gaelico.
  4. Il termine MORIGU è ben presente, ancora oggi, nella Lingua Sarda, con svariati significati, tra cui quello di “ricerca”, mentre il Cognome MORIGI è certamente anch’esso collegato a tale terminologia.

L’incrocio tra Sardo e Gaelico è ancora una volta molto ben identificabile, e ci aiuta a comprendere i tanti passaggi che hanno caratterizzato, soprattutto a livello di vocaboli e di etimologie, tali Lingue. Ripeto ancora una volta che le risultanze sia grafiche che fonetiche, e la impossibilità di reperire nella Britannia del Nord alcune piante invece ben presenti in Sardegna, (e che fungono da base fondante di tale antico alfabeto), fanno propendere totalmente e senza ombra di dubbio per la paternità Sarda, per l’appunto, della invenzione dell’Alfabeto così come lo concepiamo oggi. Il fatto che tali contatti con il Nord Britannia fossero molto stretti, giustifica il fatto che tra Sardo e Gaelico ci siano affinità non riscontrabili in tutte le altre Lingue ed in tutti gli altri Alfabeti Mediterranei e Nord Europei, anche a livello, ripetiamo, grafico e fonetico.
Torneremo a parlare di Feaci e della propria sviluppata Civiltà, soprattutto per quanto attenga alle descrizioni Omeriche, così come parleremo del mitico Territorio di VIN-LAND. Grazie all’antico Alfabeto Sardo potremo finalmente capire qualcosa di più anche a tale proposito.
Un caro saluto a Tutte ed a Tutti Voi.
Fabio

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@ Associazione B.E.I.T.H. 2017

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